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AVVERSITÀ MINORI DELLE ROSE

luglio 18, 2014 by giardinodellerose

Sono malattie che si verificano più raramente, in quanto abbisognano di particolari situazioni pedo-climatiche molto ben definite, ed in genere sono tenute sotto controllo dai trattamenti effettuati per prevenire le altre malattie principali.
Non per questo sono meno virulente quando gli agenti patogeni trovano le condizioni adatte per sviluppare il loro attacco alle piante di rosa.
Nell’elenco delle avversità minori delle rose che segue sono state comunque aggiunte alcune malformazioni e anomalie che non sono proprio riconducibili ad attacchi fungini quali Virosi, Proliferazione, Fasciazione e Getti ciechi.

Tra le avversità minori si annoverano:
CERCOSPORIOSI
ANTRACNOSI
MARCIUME DEL COLLETTO
VERTICILLIOSI
CANCRO RAMEALE
GALLA
CINIPIDE DELLA ROSA
VIROSI
ROSE ROSETTE VIRUS
PROLIFERAZIONE
FASCIAZIONE
GETTI CIECHI

CERCOSPORIOSI

CERCOSPORIOSI

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agente patogeno: Cercospora rosicola
E’ una malattia che si mostra particolarmente virulenta nelle estati caratterizzate da un’elevata umidità relativa nell’aria. I danni si manifestano in particolar modo sulle foglie, con la comparsa di macchie brune, che si differenziano da quelle della ticchiolatura per essere di colore giallastro al centro (indicate col termine inglese di ‘frog eye’, occhio di rana) e sulle quali si sviluppano i conidiofori, organi di riproduzione che liberano i conidi per la diffusione della malattia.
Le foglie colpite dall’infezione ingialliscono, si seccano e cadono anticipatamente, causando un indebolimento dell’intera pianta.
La lotta si effettua preventivamente con l’asportazione del materiale infetto e di quello caduto alla base della pianta. Utili a prevenire la malattia sono interventi a base di benzimidazolici (benomil), rameici (ossicloruri di rame, poltiglia bordolese) o ditiocarbammati (zineb, ziram, mancozeb)

ANTRACNOSI

ANTRACNOSI

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agente patogeno: Sphaceloma rosarum

E’ una malattia che può colpire i giovani germogli, i piccioli, i peduncoli e, soprattutto, le foglie. Su queste ultime si nota la comparsa di piccole macchie quasi circolari, di colore bruno-nerastro, col centro che tende progressivamente a schiarirsi per il distacco dell’epidermide fogliare dalla parte sottostante della lamina.
Le foglie infette ingialliscono e cadono prematuramente. Sui rami abbiamo lesioni cancerose di pochi mm di diametro, circolari, di colore bruno, a superficie piatta o depressa.
Sulle zone colpite si sviluppano i conidiofori, che produrranno i conidi atti a diffondere la malattia.
L’antracnosi si combatte, ed è tenuta sotto controllo, coi soliti metodi preventivi atti a contrastare il diffondersi delle altre malattie fungine.

MARCIUME DEL COLLETTO

MARCIUME DEL COLLETTO

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agente patogeno: Armillaria mellea, Rosellinia necatrix
Questi due funghi, molto diversi tra loro, attaccano generalmente l’apparato radicale delle piante frutticole ma, essendo estremamente polifagi, possono dare infezioni anche sulle piante di rosa.
Le piante attaccate da Armillaria mellea mostrano una crescita alquanto stentata, con foglie giallastre e rami molto deboli, sintomi ascrivibili anche ad altre malattie. In autunno notiamo però la comparsa dei corpi fruttiferi, funghi commestibili conosciuti col nome di ‘chodini’ o ‘famigliole buone’. Quest’infezione colpisce generalmente piante già debilitate, che presentano ferite o lacerazioni, in concomitanza ad acqua stagnante e scarso drenaggio nel terreno. La lotta consiste nella asportazione e bruciatura delle piante colpite per evitare che l’infezione si estenda alle piante vicine. Il terreno va poi disinfettato con prodotti contenenti zolfo.
Le piante colpite da Rosellinia necatrix (forma conidica: Pseudographium necator) presentano anch’esse vegetazione stentata e clorosi più o meno diffuse, foglie di dimensioni ridotte, internodi corti e non ben lignificati. La presenza della malattia si nota sull’apparato radicale, con la comparsa di un feltro di colore dapprima biancastro, poi tendente al grigio-bruno, che determina lo sfaldamento dei tessuti radicali fino a mettere a nudo il cilindro legnoso. Alla morte delle radici si sviluppano i corpi fruttiferi che libereranno le spore atte a diffondere la malattia. Il patogeno tende a penetrare essenzialmente attraverso le lesioni dell’apparato radicale, preferibilmente in terreni molto ricchi di sostanza organica e di acqua in eccesso.
La lotta chimica al marciume radicale è molto difficoltosa, mentre la lotta preventiva si attua ottemperando ad una serie di norme igieniche di carattere generale, come il buon drenaggio del terreno, la limitazione delle irrigazioni nei suoli molto argillosi, la limitazione delle lavorazioni nella parte sottochioma delle piante per evitare la mutilazione delle radici, il moderato apporto di sostanza organica, l’immediata soppressione delle piante infette ai primi sintomi di sofferenza, la disinfezione delle buche al momento dell’impianto.

VERTICILLIOSI

VERTICILLIOSI

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agente patogeno: Verticillium dahliae
E’ una malattia che colpisce l’apparato vascolare ascendente (per questo chiamata tracheomicosi o tracheoverticilliosi), compromettendone la vitalità ed ostruendo le trachee col micelio, causando quindi un impedimento al movimento delle soluzioni liquide all’interno della pianta.
La naturale conseguenza e l’avvizzimento della pianta stessa, cui segue il disseccamento più o meno rapido.
I tessuti legnosi si presentano imbruniti, con maggiore evidenza nelle parti basali e nella zona delle radici. Il lume interno dei vasi appare occluso da un materiale di consistenza gommosa, derivante dalla degenerazione dei tessuti adiacenti alle trachee e delle trachee stesse.
Il patogeno si perpetua sviluppandosi ininterrottamente allo stato parassitario, essendo molto polifago e potendo colpire diverse altre piante da giardino come pittosforo, fotinia, aralia, cotinus, dalia e lentaggine.
La lotta è essenzialmente preventiva: fondamentale è l’impiego di materiali da propagazione assolutamente sani. Nel caso di infezione di piante isolate è opportuno estirpare la pianta e bruciarla, con susseguente disinfezione del terreno con una soluzione di formalina al 2%. Bisogna anche evitare di causare ferite nell’apparato radicale, sia durante l’impianto sia dopo, impiegando magari la pacciamatura, che permette il controllo delle infestanti senza il ricorso alle lavorazioni del terreno.
Trattamenti curativi con tiofanate-metile possono essere effettuati quando la malattia è al primo stadio

CANCRO RAMEALE

CANCRO RAMEALE

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agente patogeno: Coniothyrium fuckelii, Leptosphaeria coniothyrium
E’ una malattia che in genere comincia a manifestarsi in prossimità del punto d’innesto, ma a volte anche nei rami, dove possiamo notare la comparsa di aree necrotiche di forma irregolare, dapprima depresse, lisce e di colore rosso-bruno, che diventano in seguito nere e secche, solcate da screpolature in senso longitudinale.
Quando le aree necrotiche si raccordano tra loro ed arrivano ad interessare l’intera circonferenza del punto d’innesto o del ramo, può sopraggiungere in breve tempo la morte dell’intera pianta o della parte sovrastante al ramo interessato. Le piante interessate in maniera non letale possono sopravvivere per qualche tempo ma hanno un aspetto alquanto stentato.
Sulle zone necrotizzate si formano abbondanti fruttificazioni agamiche di Coniotrychum, rappresentate da picnidi di colore nero dai quali erompe una grande quantità di conidi. La forma sessuata di Leptosphaeria compare assai raramente.
I conidi, trasportati dal vento, penetrano attraverso lesioni presenti sulla pianta, quali ferite da innesto, tagli da potature, ferite da grandine, erosioni da insetti, dando luogo all’infezione, che dapprima ha un decorso molto lento, al punto che i primi sintomi della malattia possono manifestarsi anche dopo diversi mesi.
La malattia colpisce più facilmente le vecchie piante alle quali è stato permesso di fare troppo legno vecchio che spesso non è più in funzione.
Si sviluppa anche sulle rose rampicanti molto vecchie.
La lotta è essenzialmente preventiva e parte innanzitutto dall’impiego di materiale da propagazione assolutamente sano, per evitare di infettare le zone innestate. E’ consigliabile anche ricorrere all’impiego di portainnesti resistenti. Misura indispensabile è la pronta eliminazione delle parti di pianta colpite dall’infezione, da effettuarsi durante le potature invernali, con la distruzione del materiale infetto mediante bruciatura, perchè il fungo è in grado di vivere allo stato saprofitario sui residui infetti delle potature. Fondamentale è la sterilizzazione degli attrezzi utilizzati per l’innesto e per la potatura.
In caso di coltivazioni intensive, specialmente dopo le operazioni autunnali di potatura, si possono effettuare trattamenti preventivi con prodotti rameici (Ziram, Tiram o Tiofanate-metile) oppure con fungicidi di sintesi come ditiocarbammati, ftalimidici o benzimidazolici.
Anche per le alterazioni simili ma prodotte da altri agenti patogeni, distinguibili tra loro solo esaminando al microscopio le fruttificazioni fungine, valgono le indicazioni di lotta preventiva e di lotta chimica sopra indicate.

GALLA

GALLA

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agente patogeno: Agrobacterium tumefaciens
È una malattia batterica caratterizzata da malformazione a carattere escrescente che si forma sulle foglie, sui rami, sul tronco e sulle radici dei vegetali. Potrebbe essere definito un “tumore” in quanto consiste di una proliferazione delle cellule vegetali della pianta stessa. Le galle si formano spesso alla base di una pianta o appena sotto la superficie del terreno. L’agente patogeno entra attraverso le ferite naturali o causata da potature, lesioni meccaniche o punti masticati da insetti, stimola la rapida proliferazione delle cellule vegetali che provocano galle arrotondate con una superficie irregolare ruvida. Crescendo le galle diventano legnose e dure. Lo strato esterno diventa marrone e spugnoso. A volte le galle possono avere una superficie liscia, che li rende difficili da distinguere da una crescita del callo alla base di una talea di rosa o del punto di unione dell’innesto.
I batteri responsabili possono persistere nel terreno per molti anni. Sbarazzarsi della pianta infetta, allontanando e bruciando rami e foglie cadute, sostituzione profonda del terreno di coltivazione.

CINIPIDE DELLA ROSA

CINIPIDE DELLA ROSA

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agente patogeno: Rhodites rosae
Si tratta di un piccolo insetto di pochi mm di lunghezza, specifico della Rosa dove produce, a livello dei rametti, piccole galle legnose (di alcuni cm di diametro) saldate fra loro che avvolgono gli organi legnosi, il tutto è rivestito da lunghi ed attorcigliati filamenti di color verde rossastro, determinando la formazione di un vistoso ammasso muschioso “a riccio” vagamente tondeggiante che risalta sulla vegetazione.
All’interno della galla ci sono le uova dell’insetto. Successivamente le larve trovano nutrimento all’interno della stessa galla. La galla non è dannosa per la pianta e non richiede alcun intervento da parte dell’uomo tranne la sua asportazione.

VIROSI

VIROSI

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Come suggerisce il nome, in realtà è provocata da un virus e non da un attacco fungino, definita anche “rose mosaico”.
La malattia può essere difficile da rilevare in quanto i sintomi di questa malattia virale sono simili a diverse carenze nutrizionali. Può portare a un nanismo generale della pianta, le foglie possono essere stropicciate o arricciate; la mancanza di corretta produzione di clorofilla consegue un aspetto screziato, a strisce gialle o verdi o macchie del fogliame e in alcuni casi aree necrotiche. Spesso è solo un problema estetico.
Virus del mosaico sverna sulle infestanti perenni ed è diffuso da insetti che se ne nutrono. Afidi, cicaline, aleurodidi e coleotteri sono portatori comuni di questa malattia. Le talee o divisioni di piante infestate possono trasmettere il virus.

ROSE ROSETTE VIRUS

ROSE ROSETTE VIRUS

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agente patogeno: Phyllocoptes Fructiphilus
Anche questo è un virus, nota anche come Rose witches’ broom (rosettatura o scopazzi della rosa), il suo ospite principale è la rosa multiflora.
La diagnosi precoce della malattia è fondamentale per mantenere sane le altre rose nelle vicinanze, tuttavia, può essere difficile perché i sintomi come le scope di streghe e le foglie deformi imitano i danni generalmente causati da erbicidi. I sintomi possono variare da specie di rose o cultivar. I primi sintomi della malattia includono una pigmentazione rossa della parte inferiore delle nervature seguite da forte aumento della crescita dei germogli vegetativi, più succulenti del normale e colorato in varie tonalità di rosso. Le foglie si deformano e assumono pieghettature fragili con mosaici gialli e pigmentazione rossa. Col progredire della malattia, le foglie diventano molto piccole, piccioli si accorciano e boccioli più laterali crescono producendo brevi germogli intensamente rosso.
E’ trasmissibile da rosa a rosa anche per mezzo dell’acaro eriofide Phyllocoptes fructiphilus.

PROLIFERAZIONE

PROLIFERAZIONE

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la proliferazione cellulare è una superproduzione di cellule floreali nello stesso calice.
Spesso non viene portata a termine l’infiorescenza e i boccioli abortiscono, ma vi sono rose antiche che hanno questo fenomeno nel loro corredo cromosonico, una delle più prolifiche è Zoe, ma altre rose antiche regalano di tanto in tanto fiori con questo fenomeno.
Non si è in grado di dare una spiegazione scientificamente valida, forse in realtà nessuno vuole investire tempo e denaro per spiegare un fatto episodico che non porta danni alla pianta, se non sul piano estetico.
Però quando si dice proliferazione cellulare non si può fare a meno di pensare a qualcosa di brutto, associata al formarsi di un cancro.
Si presenta al cambio di stagione e più questo è repentino maggiori sono le possibilità di vederlo su qualche pianta: le preferite sono quelle a fiore stradoppio, ma ci sono alcune rose antiche che una forma di proliferazione cellulare ridotta la presentano sempre e sono le rose con il cosiddetto occhio verde, come Mme Hardy.

FASCIAZIONE

FASCIAZIONE

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Fenomeno per cui il tronco, i tralci, i piccioli sono anomalamente appiattiti o ramificati dovuto ad un accrescimento irregolare, determinato da ferite, spesso indotte da erbivori, insetti, shock termici, ma anche funghi o altri fattori che provocano alterazioni sul meristema (= tessuto in via di differenziazione).In alcuni casi pare sia ereditaria. (dal Glossario del sito Acta Plantarum).

GETTI CIECHI

GETTI CIECHI

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I getti ciechi (blind shoot) sono rami completamente cresciuti e sviluppati che deviano le energie non riuscendo a produrre fioriture.
I germogli si sviluppano normalmente, ma non riescono a sviluppare una gemma floreale terminale. Foglie e gambo possono apparire perfettamente sani, senza alcun segno di deperimento.
La causa è sconosciuta, ma potrebbe essere legato a fattori ambientali, quali danneggiamento della punta del germoglio dovuto ad avverse condizioni meteo, pianta situata in una zona eccessivamente ombreggiata o, ancora, scarsa fertilità del suolo.
Tagliare lo stelo cieco a metà in prossimità di una gemma robusta per stimolare ulteriormente la crescita: questo nuovo germoglio dovrebbe produrre fiori più avanti nella stagione.
Migliorare le condizioni di crescita alimentando con un fertilizzante adatto alle rose e pacciamatura della base della pianta; assicurarsi che le rose sono coltivate in una posizione soleggiata e arieggiata.
Alcune rose cultivar sono particolarmente soggetti a questo problema: esempi ne sono Peace e New Dawn.

 

parzialmente tratto da www.verdiincontri.com

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