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BOTRITE o muffa grigia delle rose

luglio 17, 2014 by giardinodellerose

La botrite o muffa grigia è una delle malattie fungine fra le più temibili, perché ubiquitaria e poco selettiva. Deve il nome alla struttura e al colore che conferisce ai tessuti vegetali attaccati.

CAUSE

L’agente patogeno si chiama Botrytis cinerea pers
In inverno la muffa grigia si insedia sui rami e penetra anche all’interno delle gemme, dove passa l’inverno sotto forma di micelio. In primavera può trovare le condizioni ideali per lo sviluppo e attaccare i giovani germogli. Durante l’estate, con il clima più asciutto, la botrite sopravvive sui tessuti morti quali i residui della fioritura e nidi di tignole. Le piogge di fine agosto-inizio settembre favoriscono la rapida diffusione della malattia di preferenza su piante già indebolite.

SINTOMI

Comparsa sui petali di macchie scure, i tessuti quindi imbruniscono, si accartocciano ed avvizziscono. Sui petali di rosa può verificarsi il fenomeno dell’ipersensibilità, ovvero la comparsa di numerose macchiette brune.
Si nota un rammollimento dei piccioli che sostengono foglie e fiori, cui segue il ripiegamento e appassimento delle lamine e dei bocci. Osservando bene, si nota una patina grigiastra, spessa e feltrosa che ne provoca l’avvizzimento e il seccume. In particolare i boccioli floreali non si dischiudono e si staccano dalla pianta.
Il fungo devasta i tessuti vegetali, sciogliendoli, nei casi più gravi marcisce il colletto della pianta e subito dopo anche le radici muoiono.

CONDIZIONI FAVOREVOLI

È l’umidità che rende più o meno grave l’attacco per tutto il periodo vegetativo della rosa, infatti il fattore principale di sviluppo è dato dall’elevata umidità dell’aria, conseguente a piogge persistenti, rugiada e nebbia, mentre la temperatura ha importanza minore in quanto le infezioni e la moltiplicazione del fungo si possono avere fra i 5 e i 31°C con un optimum sui 20-24°C.

TRATTAMENTO

Regole di prevenzione generale:

La prevenzione si basa sulle più classiche misure agronomiche:
Acquistare piante esenti da malattia.
Scegliere varietà resistenti.
Assicurare un buon drenaggio del terreno e ventilazione con potature di diradamento della parte aerea della pianta.
Evitare zone ombreggiate e piantagioni ammassate.
Evitare un eccesso delle concimazioni azotate, che inducono vigore vegetativo.
Mantenere una buona igiene giardino.
Moderare le irrigazioni, per diminuire l’eccessiva umidità, evitando di bagnare direttamente il fogliame a pioggia dall’alto.
Raccogliere prima della fine dell’inverno le foglie cadute, asportando anche i rametti malati, materiali che devono poi essere allontanati e bruciati al fine di ridurre la carica di inoculo del parassita.

Prevenzione e cura

le piante colpite vanno trattate con prodotti antibotritici a base di rame; oppure con fenilpirroli, anilinopirimidine, idrossianilidi, dcarbossinidi, Folpet o Fluazinam.
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ATTENZIONE!

alcuni prodotti consigliati possono essere molto tossici e dannosi per la salute e per l’ambiente. Meglio quindi affidarsi, nell’uso degli stessi, ai consigli e all’intervento di un professionista del settore.

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