Crea sito

OIDIO o Mal Bianco

luglio 10, 2014 by giardinodellerose

Certamente la malattia crittogamica che più comunemente colpisce la rosa è il mal bianco così chiamata per l’aspetto che conferisce alle parti vegetali colpite.

CAUSE

L’agente patogeno si chiama Sphaerotheca pannosa, un fungo che vive sulla superficie delle foglie ma che attacca anche steli e bocci fiorali.
Poiché si nutre e sviluppa introducendo nelle cellule dei tessuti verdi i suoi austori, i tessuti stessi imbruniscono, mentre all’esterno il fungo sviluppa l’efflorescenza biancastra e farinosa che tutti i rosicoltori ben conoscono.

SINTOMI

Le foglie dapprima appaiono interamente ricoperte dalla muffa bianca, quindi diventano bollose, si accartocciano, ingialliscono, disseccano e vanno incontro ad una caduta anticipata.
I rametti ed i giovani germogli colpiti sono molto deboli, rachitici, contorti, sempre ricoperti dal feltro biancastro. Sui rami più lignificati il micelio biancastro permane anche nei mesi più freddi, rendendo possibile l’individuazione dei centri di infezione e la loro asportazione.
I boccioli floreali presentano i sepali ricoperti dalla solita muffa bianca, mentre i fiori non si schiudono o rimangono molto più piccoli del normale. Se l’infezione colpisce fiori già sviluppati notiamo i petali macchiati, che assumono una consistenza cartacea e quindi si seccano.

CONDIZIONI FAVOREVOLI

La malattia si trasmette da una pianta all’altra e da un organo all’altro mediante i conidi, che vengono trasportati dal vento e, se trovano condizioni ambientali favorevoli (umidità relativa all’80-90% e temperature sui 20-24°C), germinano molto rapidamente sui nuovi tessuti da colonizzare. Se le condizioni non sono adatte alle germinazione i conidi muoiono nel giro di 1-2 giorni. Lo svernamento avviene invece sulle parti infette che cadono al suolo o che permangono sulla pianta, da dove in primavera verranno liberate le ascospore che inizieranno nuove infezioni.

TRATTAMENTO

Regole di prevenzione generale

La prevenzione si basa sulle più classiche misure agronomiche:

Acquistare piante esenti da malattia.
Scegliere varietà resistenti.
Assicurare un buon drenaggio del terreno e ventilazione con potature di diradamento della parte aerea della pianta.
Evitare zone ombreggiate e piantagioni ammassate.
Evitare un eccesso delle concimazioni azotate, che inducono vigore vegetativo.
Mantenere una buona igiene giardino.
Moderare le irrigazioni, per diminuire l’eccessiva umidità, evitando di bagnare direttamente il fogliame a pioggia dall’alto.
Raccogliere prima della fine dell’inverno le foglie cadute, asportando anche i rametti malati, materiali che devono poi essere allontanati e bruciati al fine di ridurre la carica di inoculo del parassita.

Prevenzione e cura:

Come prevenzione ma anche come cura all’insorgenza dei primi sintomi del mal bianco si devono trattare le piante con lo zolfo. Questo elemento ha la capacità di devitalizzare le conidiospore prodotte dal fungo riuscendo così ad arrestare l’infezione.
Agisce per contatto ed è importantissimo distribuirlo al meglio; la sua efficacia è legata fondamentalmente a due fattori: la temperatura di utilizzo e la finezza della polvere. Sotto i 12° C per quello a polvere fine e sotto i 18° per quello a polvere grossolana lo zolfo perde la sua efficacia mentre risulta addirittura fitotossico se lo si impiega a temperature superiori ai 30° C.
Altro aspetto fondamentale per la sua efficacia è quello relativo alle dimensioni della polvere: più è fine e più la sua azione risulterà valida. Per questo motivo lasciate stare le polveri grossolane e acquistate prodotti per trattamenti liquidi contraddistinti da zolfo ventilato o microtizzato. In commercio si trova molto facilmente il cosiddetto zolfo bagnabile-80 da impiegare con dosi di 1,5/2 gr per litro di acqua.
In genere gli interventi preventivi, specialmente sulle varietà di rosa meno suscettibili, tengono la malattia sotto controllo.
I fungicidi sistemici funziono per poco tempo. Infatti il fungo ha un ciclo vitale brevissimo e sviluppa di conseguenza resistenza ai prodotti specifici: è quindi necessario alternare i vari prodotti.
I trattamenti, da effettuarsi ogni 10-12 giorni, vanno eseguiti quando le foglie sono asciutte, preferibilmente nelle ore preserali, cercando di bagnare molto bene tutta la vegetazione, in particolare i giovani boccioli e germogli, con un nebulizzatore che diffonda il prodotto il più finemente possibile.
I prodotti sistemici da impiegare sono quelli a base di triazoli o di pirimidilici, possibilmente miscelati con zolfo bagnabile (miscela che agisce anche contro la ticchiolatura) oppure a base di triforine (attive anche contro la ruggine).
PRODOTTI COMMERCIALI di facile reperibilità: Anticrittogamico PB Compo, Topas EC, Fenicrit T, Proclaim Combi, Folicur SE

ATTENZIONE!

alcuni prodotti consigliati possono essere molto tossici e dannosi per la salute e per l’ambiente. Meglio quindi affidarsi, nell’uso degli stessi, ai consigli e all’intervento di un professionista del settore.

Torna a Avversità crittogamiche delle rose

Leave a Reply