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PERONOSPERA della rosa

luglio 16, 2014 by giardinodellerose

È una grave malattia della rosa. Rispetto al “Mal bianco”, è in genere meno diffusa, ma in particolari condizioni ambientali può essere molto più aggressiva e dannosa.

CAUSE

L’agente patogeno si chiama Peronospora sparsa.
La patologia è favorita da temperature fresche e ambienti umidi (ancor meglio se acqua liquida sulla vegetazione)

SINTOMI

Colpisce tutte le parti verdi della pianta, steli e bottoni floreali compresi. Le manifestazioni più frequenti e gravi si hanno però a carico delle foglie con una sintomatologia quanto mai varia.
La forma più tipica è costituita da macchiette di secco, più o meno ampie ed angolose, contornate sovente da un ben netto alone violaceo.
Può manifestarsi, però, anche sotto forma di macchie piuttosto ampie, nerastre, irregolari e ben visibili sulla pagina superiore della foglia o, come avviene in genere sulle varietà di rosa più resistenti, con tanti punti scuri o necrotici, diffusi a mosaico entro gli spazi internervali.
Sulla pagina inferiore, in corrispondenza alle macchie, compaiono le fruttificazioni del fungo costituite da una muffetta bianca.
Sulla vegetazione più tenera, in concomitanza a situazioni climatiche estremamente favorevoli al patogeno, possono svilupparsi attacchi a decorso molto rapido, che causano improvviso appassimento, con foglie che si accartocciano presentando ampie zone secche, di colore verde chiaro, come se fossero state colpite da schizzi di acqua bollente. Le foglie colpite cadono precocemente, a partire dalla zona centrale dello stelo, lasciando, nei casi più gravi, la pianta completamente spoglia.
L’attacco sulla fioritura si manifesta con delle malformazioni e spaccature del calice e dei boccioli floreali con conseguenti ritardi o aperture irregolari.

CONDIZIONI FAVOREVOLI

Rispetto all’oidio, la peronospora è molto più esigente in fatto di condizioni ambientali: la germinazione dei conidi  avviene con temperature comprese tra 1° e 25°C (l’ottimo è sui 18°C), ma occorre che la vegetazione rimanga bagnata per alcune ore (circa 3). La penetrazione del fungo avviene attraverso gli stomi e la muffetta bianca compare in genere con temperature tra i 10-25 °C ed umidità relativa attorno al 100%, per almeno 10 ore dopo 8 giorni dall’inoculazione. I conidi hanno una vitalità molto limitata: 48 ore solamente. Gli organi di conservazione del fungo (oospore), cui è affidato il compito di trasmettere l’infezione da un anno all’altro, o da un ciclo colturale all’altro, si rinvengono nei tessuti delle foglie al suolo, nelle gemme dormienti e sui rami infetti.

TRATTAMENTO

Regole di prevenzione generale:

La prevenzione si basa sulle più classiche misure agronomiche:

Acquistare piante esenti da malattia.
Scegliere varietà resistenti.
Assicurare un buon drenaggio del terreno e ventilazione con potature di diradamento della parte aerea della pianta.
Evitare zone ombreggiate e piantagioni ammassate.
Evitare un eccesso delle concimazioni azotate, che inducono vigore vegetativo.
Mantenere una buona igiene giardino.
Moderare le irrigazioni, per diminuire l’eccessiva umidità, evitando di bagnare direttamente il fogliame a pioggia dall’alto.
Raccogliere prima della fine dell’inverno le foglie cadute, asportando anche i rametti malati, materiali che devono poi essere allontanati e bruciati al fine di ridurre la carica di inoculo del parassita.

Prevenzione e cura:

Per quanto riguarda la lotta chimica si dovrà intervenire preventivamente con prodotti a base di Captan, o cuprorganici o Zineb, se si tratta di coltivazioni di pien’aria. Utili possono essere, nei periodi molto umidi, in aiuto ai trattamenti liquidi, i trattamenti polverulenti con adatti formulati. È necessario effettuare irrorazioni accurate per garantire una regolare copertura di tutta la vegetazione ed in particolare della pagina inferiore delle foglie. La cadenza degli interventi varierà dai 5 ai 15 giorni, a seconda delle condizioni ambientali, del ritmo di accrescimento della vegetazione e del tipo di anticrittogamico impiegato (in genere, con i prodotti tradizionali, ogni 7-8 giorni). Nei periodi molto critici per la malattia o, peggio, se l’infezione è già in atto, (purché in fase iniziale) si potrà far ricorso, per qualche intervento, ai nuovi Fenilammidi (Furalaxil, Metalaxyl, Benolaxyl, Ofurace), antiperonosporicin sistemici ad azione, entro certi limiti, curativa.

PRODOTTI COMMERCIALI di facile reperibilità: antiperonosporici adoperati comunemente per la vite

ATTENZIONE!

alcuni prodotti consigliati possono essere molto tossici e dannosi per la salute e per l’ambiente. Meglio quindi affidarsi, nell’uso degli stessi, ai consigli e all’intervento di un professionista del settore.

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