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PIANTARE LE ROSE

Posted on gennaio 30, 2015 by

PIANTARE LE ROSE

Il momento migliore per la messa a dimora delle rose è senza dubbio l’autunno, quando il terreno è ancora caldo dopo i mesi estivi; le rose piantate per tempo in autunno, inoltre, avranno abbastanza tempo per radicare prima dell’arrivo dell’inverno. In primavera saranno già ben attecchite e avranno una fioritura più ricca rispetto a rose piantate in primavera.
Il momento della messa a dimora delle piante acquistate varia anche a seconda che si tratti di piante acquistate in vaso, con pane di terra oppure a radice nuda.

Le piante acquistate in VASO (o in contenitore) si trovano tutto l’anno e possono essere piantate dalla primavera all’autunno evitando il mese di agosto o comunque il periodo più caldo. Il vantaggio è che le radici si sono già ben sviluppate all’interno del vaso, il che facilita notevolmente l’attecchimento della pianta. Nella messa a dimora si deve far attenzione a preservare intatto il pane di terra che contiene le radici.

Nelle rose con PANE DI TERRA (o in zolla) le radici sono circondate di terra tenuta insieme da un tessuto speciale, in genere una rete di linter di cotone, che, dopo la piantagione, si decompone nel terreno.

Cosa sono le rose a RADICE NUDA? Sono semplicemente piante vendute prive sia del vaso che del pane di terra, con le radici tutte in vista… quindi “nude”; scegliendo questa tipologia si può risparmiare sul prezzo della pianta essendo più agevole lo stoccaggio, il confezionamento e il trasporto.
Le piante si trovano in stato di riposo vegetativo ed i vivai provvedono a spedirle durante il periodo ideale per l’interramento, che, a seconda delle condizioni climatiche, va eseguito dal mese di novembre fino a marzo.

MESSA A DIMORA

Se la nuova pianta sarà ospitata in piena terra in giardino è bene preparare le buche con largo anticipo rispetto all’epoca di piantagione per permettere alla terra di riossigenarsi e rimettere in funzione tutti quei microrganismi utili alla crescita della nuova pianta.
Le condizioni ottimali prevedono un terreno permeabile, ben ventilato, profondo e non compattato. Inoltre, non deve contenere intreccio di radici di altre piante. Il posto ideale è soleggiato ma non troppo caldo, evitando l’ombra (anche se alcune varietà che gradiscono la mezzombra). Le rose devono avere aria e non devono essere troppo vicine l’una all’altra, così da permettere alle foglie di asciugarsi più rapidamente dopo le piogge. In questo modo, le piante sono meno soggette alle malattie crittogamiche.
È utile ricordarsi che quando si deve impiantare una rosa in sostituzione di un’altra è sempre consigliato fare una buca molto ampia e sostituire tutto il terreno inserendone di nuovo: le rose, oltre ad impoverire e stancare il terreno, hanno radici molto “competitive” che rilasciano nel terreno tossine (batteri, funghi e nematodi) che impediscono la crescita rigogliosa della nuova pianta che si va ad insediare, causandone persino la morte.
Nel caso di rose a radice nuda è consigliabile fare l’INZAFFARDATURA, che reidrata bene le radici e le protegge dal freddo. E’ una pratica con la quale si immergono le radici di una pianta in un miscuglio di terra fine, letame fresco e acqua subito prima del trapianto con lo scopo di favorire l’attecchimento.

Ecco i passaggi fondamentali: prima di interrare la pianta, immergere per 8/10 ore le radici in un impasto melmoso composto di terriccio (possibilmente argilloso), una manciata di stallatico e acqua (alcuni aggiungono pure un po’ di ossicloruro di rame come disinfettante) di consistenza tale da aderire alle radici, quindi non troppo liquida da scivolare ma neanche eccessivamente densa.

Se la rosa è destinata in terrazzo o balcone, assicurarsi che il vaso che la ospiterà sia piuttosto profondo che largo (almeno 40-45 cm e con fori di drenaggio): le rose sono piante a radici profonde, pertanto più sono alti i vasi, meglio la rosa si adatterà al suo contenitore e crescerà rigogliosa.


Oltre al vaso ed alla rosa, occorre:

– argilla espansa, ghiaia o ciotoli;
– terriccio universale di qualità;
– terra di campo (possibilmente argillosa, pesante);
– stallatico maturo o pellettato.
Preparare la terra da utilizzare per riempire il vaso mescolando il terriccio universale (meglio quello professionale acquistato in vivaio) con terra di campo argillosa nel rapporto 1:1.

Rivestire il fondo del vaso con argilla espansa o ghiaia per consentire il drenaggio dell’acqua in eccesso. Ricoprire il fondo drenante con un primo strato di terra; cospargere una buona quantità di stallatico e ricoprire nuovamente con terra per evitare che le radici stiano a diretto contatto con lo stallatico.
Posizionare la pianta con l’apparato radicale ben divaricato, controllare che il colletto o il punto di innesto venga a trovarsi almeno cinque centimetri sotto il piano della campagna e ricoprire con la terra comprimendo bene intorno alle radici.

Annaffiare abbondantemente e pacciamare la superficie intorno alla pianta con foglie secche, corteccia o stallatico pellettato.

Questo schema di impianto è valido anche in caso di messa a dimora in pieno campo.

Se non è possibile piantare subito una rosa a radice nuda, evitate l’essiccamento interrandola: scavate una buca abbastanza profonda per coprire di terra la pianta posta in obliquo, poi bagnate abbondantemente. Quest’operazione è detta TAGLIOLA: in tagliola una rosa può anche rimanere fino a quando spuntano le prime gemme.

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