Crea sito

TALEA DI ROSA – metodo della posta

Posted on ottobre 10, 2015 by

Questo sistema per propagare le rose, alternativo al metodo tradizionale della talea di rosa che potete trovare qui, è nato per caso durante uno scambio di rametti tra amici di un forum, spediti attraverso le poste e mai giunti a destinazione per un errore di indirizzo.
La busta contenente le porzioni di rami, dopo una ventina di giorni è stata restituita al mittente che, aprendola, ha visto con evidente sorpresa che i rametti avevano cominciato a creare un callo radicale alla base della talea.
Vediamo nel dettaglio come procedere con questo metodo.

periodo consigliato:

Considerando che la scoperta è stata del tutto casuale, non si dispone di esperienze certe: non resta, quindi, che provare in diversi periodi dell’anno e testarne l’efficacia.
Capita di procedere alla moltiplicazione per talea delle rose nel periodo della potatura coincidente con la fine dell’inverno e inizio primavera, quando il materiale a disposizione è sicuramente più abbondante.
Ho provato il metodo a Febbraio/Marzo con ottimi risultati… adesso testiamo anticipando al periodo autunnale e seguiamo insieme gli sviluppi.

Materiale occorrente:

Talee 01

 

  • forbici da potatura
  • rami di rosa
  • carta assorbente
  • spruzzino
  • buste in plastica

Successivamente:

      • torba nera
      • sabbia di fiume
      • contenitori in plastica trasparente: bicchieri da 500cc, bottiglie

Le talee si prelevano da un ramo prodotto nell’anno in corso, deve avere almeno il diametro di una matita e, preferibilmente, deve essere un ramo che abbia fiorito.
Talee 02

Il taglio con il quale vengono preparate le talee deve essere netto e praticato sotto il nodo. Il nodo è quella parte del fusto dove troviamo le gemme e le foglie, ed è infatti dal nodo che si svilupperanno le radici, una volta che la talea avrà attecchito.
Suddividiamo i rami in porzioni lunghi dai 10 ai 20 cm con almeno 3/4 nodi: si ricavano tagliando accuratamente orizzontalmente ed in maniera netta sotto ad un nodo per la base, includendo almeno due gemme nella parte mediana dello stelo mentre in sommità tagliare in obliquo poco sopra la gemma al fine di consentire lo scolo dell’acqua ed anche per riconoscere la parte alta delle talee. Possiamo lasciare qualche foglia nella parte alta del rametto, tagliandone metà, per dare modo alla nostra talea di effettuare la fotosintesi e di nutrirsi quando le radici cominceranno a spuntare.

talee posta03_69653
Adesso che abbiamo preparato i rametti, prendiamo uno strappo di carta assorbente, lo spruzziamo imbevendolo di acqua e avvolgiamo la parte terminale dei rametti.

talee posta04_69656Insacchettiamo le talee così avvolte in una busta di plastica trasparente, di quelle per usi alimentari o da freezer.

talee posta05_69658Etichettiamo e gonfiamo aria all’interno della busta, richiudiamo con una fascetta e sistemiamo le buste in un luogo fresco e ombreggiato, magari in una scatola di cartone.

talee posta06_69662Controlliamo le talee dopo 15/20 giorni, potremmo trovare alle estremità la formazione di abbozzi radicali (callo) che a loro volta originano i primordi radicali prima e i nuovi apici radicali poi.

(controllato dopo 15 gg. e tutti e cinque i rametti hanno formato il proprio callo! )

talee posta07_70083

talee posta08_37367

(immagine dello scorso anno)

Nel caso il callo o addirittura le prime radichette si siano formate, provvedere a forare alla base i contenitori di plastica per consentire all’acqua in eccesso di fuoriuscire, evitando fastidiosi ristagni: preferire contenitori trasparenti ai classici vasetti neri da vivai, così potrete seguire la formazione delle radici e di conseguenza provvedere al rinvaso al momento giusto.

talee posta10_70220Mescolare in parti uguali sabbia e torba e riempire i contenitori. Aiutandoci con un bastoncino, pratichiamo un foro piuttosto largo nel terriccio per facilitare l’introduzione del rametto prestando tantissima attenzione alle piccolissime e tenerissime radichette per evitare che si pieghino e spezzino premendo. Bagnare il terriccio e piano piano compattarlo attorno al rametto e alle radici con estrema delicatezza.

talee posta11_70224

Ricollocare ciascun vasetto nella busta di plastica trasparente per mantenerne l’umidità.

Controllare di tanto in tanto il terriccio affinché risulti ancora umido (ma non fradicio) e nel caso aggiungere acqua.

Quando poi la talea vi sembrerà in grado di poter sopravvivere autonomamente (magari quando dal contenitore trasparente si notino le radichette e/o cominciano a formarsi germogli bianco-giallognoli), toglierle il cappuccio della busta di plastica e spostarla all’esterno.

Potrebbe succedere che ancora imbustate, le talee caccino ancora radichette negli internodi.

talee posta00_58786

(immagine dello scorso anno)

Cercare di avvolgere anche queste nuove radichette nel terriccio creando un nuovo supporto (ho utilizzato parte di un vasetto di yogurt).

talee posta09_58792

(immagine dello scorso anno)

Da questo momento in poi valgono le stesse indicazioni generali valide per le talee e che si riportano, per comodità, di seguito.
L’esposizione alla luce diretta del sole deve essere evitata ponendo il contenitore con le talee in un luogo parzialmente ombreggiato. Questo accorgimento consente di evitare alle talee una eccessiva traspirazione. Infatti non avendo ancora un apparato radicale, non potrebbero assorbire la quantità d’acqua di cui abbisognano, ed esaurirebbero velocemente le sostanze di riserva presenti al loro interno. In queste condizioni lo sforzo richiesto per attecchire sarebbe enorme.
L’alta temperatura ambientale che si registra tra la fine di agosto e l’inizio di settembre non è oggettivamente un elemento negativo: infatti temperature abbastanza alte facilitano la radicazione delle talee. Però le alte temperature aumentano la possibilità che il terriccio rilasci molta dell’umidità, necessaria alle talee per radicare. Per evitare questo inconveniente è sufficiente collocare le talee in un luogo meno esposto ai raggi solari ma sarà fondamentale annaffiare le talee molto spesso in modo tale che il terriccio sia costantemente umido.
È buona regola non toccare le talee per tutto il tempo della radicazione.
L’utilizzo dei contenitori trasparenti consente di monitorare l’attività radicale e il loro formarsi.

talee posta12_70229

(immagine dello scorso anno)

Quando le radici saranno numerose è il momento di travasarle in un vaso, avendo l’accortezza di non rompere il panetto di terra, aiutandosi rompendo il bicchiere o la bottiglia di plastica.

.

This entry was posted in PROPAGAZIONE, TUTORIAL
Tags: , , , , ,

6 Comments to “TALEA DI ROSA – metodo della posta”

  1. Alessia

    Salve le mie hanno sviluppato il callo apicalmente mentre giù nulla cosa devo fare? Aspetto ancora un po per vedere cosa succede?!

    • giardinodellerose

      interra la parte radicata, magari disponi il rametto nel terreno in orizzontale anziché in verticale

  2. Alessia

    Oggi ho aperto il sacchettino e con grande piacere la piccola talea ha 4 radichette,l altra sembra essere ancora in ottimo stato ma non si é formato nulla adesso provvedo a piantare la piccola 🙂 grazie per i tuoi consigli e spiegazioni

  3. Annalisa De Carolis

    Grazie per aver condiviso questa esperienza, provero’ subito! E grazie per la spiegazione chiara e completa.

  4. ilde

    Grazie per questa condivisione ben documentata anche nei dettagli. Provero’ subito visto che a volte con le pratiche comuni non ho successo

  5. Oliva

    Ciao. Ho provato, 20 giorni fa, con delle talee prese dalla potature di quattro tipi di rose diverse. Dopo quindici giorni ho aperto uno dei quattro sacchetti e non c’era traccia di callo o radici e ho richiuso. Oggi ho riaperto e tre talee dello stesso sacchetto hanno il callo. Quelle di un altro non ha traccia. Gli altri due, forse. Ho piantato tutto nei bicchieri trasparenti. Vediamo che succede. Molto bella la tua gallery. Immagino la soddisfazione (e il lavoro!).

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Name (required)

Website

*